Il training autogeno

Il training autogeno è una tecnica di rilassamento che si basa sull’auto-suggestione e sulla concentrazione mentale. Può essere utile per i pazienti oncologici, in quanto può aiutare a ridurre lo stress, l’ansia, il dolore causati dalla malattia e gli effetti collaterali della terapia.

Il training autogeno, basato sull’autoregolazione, consiste nel ripetere mentalmente delle frasi che inducono uno stato di calma e di armonia tra mente e corpo inducendo benessere fisico ed emotivo. Si pratica in una posizione comoda, con gli occhi chiusi e la respirazione regolare. può essere praticato in gruppo o individualmente, inizialmente con l’ausilio di un terapeuta o di un supporto audio.

Il training autogeno richiede una certa disciplina e costanza, che con il tempo e l’abitudine alla pratica può portare a benefici sia fisici che psicologici, aiutando i pazienti oncologici a migliorare la qualità della vita, a ridurre il consumo di farmaci e a potenziare le difese immunitarie.

E’ stato proposto una serie di 8 incontri di training autogeno a pazienti oncologici in follow up.

Campione

Trenta pazienti, 29 donne e un uomo, con un’età compresa tra 39 e 82 anni, hanno aderito all’invito a partecipare a un corso di training autogeno. Due pazienti hanno abbandonato in fase iniziale per problemi di distanza dal luogo degli incontri (6,67%).

Strumenti

L’Hospital Anxiety and Depression Scale (HADS; Bjelland, 2002) è un questionario composto da 14 item, sette per la misura dell’ansia (HADS-A) e sette per la misura della depressione (HADS-D), ciascuno con punteggio che varia da 0 (non presente) a 3 (molto presente). I punteggi >10 sono stati scelti come cutoff per identificare i casi, probabili, di Ansia o Depressione.

L’Insomnia Severity Index (ISI; Morin, 1993) è un questionario di screening, di facile e rapida somministrazione, per la misura della percezione dell’insonnia da parte del paziente ed è utilizzato in ambito di ricerca e clinico come misura di esito. Il questionario misura i sintomi e le conseguenze dell’insonnia nelle ultime due settimane.

I pazienti con un punteggio ISI >14 sono considerati casi probabili affetti da insonnia clinica.

I questionari sono stati proposti ai partecipanti al baseline e nuovamente dopo otto incontri di training autogeno.

Procedura

Il corso, articolato su 8 incontri, ha avuto l’obiettivo di insegnare e praticare collettivamente 6 diversi esercizi con l’indicazione di ripeterli autonomamente tutte le volte che se ne aveva il tempo o la necessità. Ai partecipanti veniva detto che la ripetizione facilitava l’automazione dell’esercizio e la successiva piena disponibilità dell’effetto in situazioni “di emergenza”. Ogni esercizio produce nel corpo uno stato differente, come specificato di seguito:

Esercizio della pesantezza, produce uno stato di ipotonia muscolare, di rilassamento dei muscoli striati (muscoli volontari). Utile per sciogliere varie tensioni muscolari (es. spalle, cervicale ecc). La formula per l’esercizio della Pesantezza è: il mio corpo è pesante (da ripetere mentalmente due o tre volte).

Esercizio del calore, produce una vasodilatazione periferica con conseguente aumento del flusso sanguigno. Utile per sciogliere le tensioni più profonde aumentando lo stato di calma e di rilassamento, migliora la circolazione periferica (mani e piedi freddi) e la percezione di calore corporeo. La formula per l’esercizio del Calore è: il mio corpo è caldo (da ripetere mentalmente due o tre volte).

I due esercizi che seguono sono definiti esercizi del ritmo perché tendono a regolare il normale ritmo del corpo attraverso il battito cardiaco e la respirazione.

Esercizio del cuore, produce un miglioramento della funzione cardiaca provocando l’attenuazione dell’ipereccitabilità cardiaca, migliorando la circolazione periferica, i problemi di tachicardia e l’ipertensione arteriosa. La formula per l’esercizio del Cuore è: il mio cuore batte calmo e tranquillo (da ripetere mentalmente due o tre volte).

Esercizio del respiro, produce una regolarizzazione delle funzioni respiratorie. La tendenza all’apnea o all’iperventilazione ha ripercussioni sullo stato biopsichico (es. ansia, attacchi di panico). L’esercizio porta ad una migliore ossigenazione e conseguentemente al miglior funzionamento del corpo e della psiche. La formula per l’esercizio del Respiro è: il mio respiro è calmo regolare (da ripetere mentalmente due o tre volte).

Esercizio del plesso solare, produce un aumento del flusso sanguigno e un’autoregolazione di tutte le funzioni degli organi viscerali e genitali. Può avere un’azione calmante e sedativa sia su zone specifiche (es. disturbi del tratto digerente – spasmi e contratture, spesso legati a fattori emozionali), sia sul sistema nervoso centrale. La formula per l’esercizio del Plesso solare è: il mio plesso solare è piacevolmente caldo (da ripetere mentalmente due o tre volte).

Esercizio della fronte fresca e del viso rilassato, produce una leggera vasocostrizione della regione encefalica eliminando le cefalee e distendendo i muscoli del viso (distensione degli occhi e della testa). Può migliorare la concentrazione, l’attenzione, la memoria e la capacità di non farsi ossessionare dai problemi quotidiani. La formula per l’esercizio della Fronte è: la mia fronte è fresca (da ripetere mentalmente due o tre volte).

Risultati

La quasi totalità dei partecipanti sono donne (96,67%). Sul totale, 24 (80,00%) hanno una diagnosi di neoplasia mammaria, 2 (6,67%) di melanoma, 1 (3,33%) colon, e 3 (10,00%) sono parenti accompagnatori. Il 33,33% erano laureati, il 56,67% aveva un diploma di scuola superiore, il 10% di media inferiore o scuola elementare.

Punteggi HADS al baseline (n=29), separatamente per Ansia e Depressione.

Ansia

N

%

>10

16

55,17

Depressione

>10

16

55,17

Al baseline, il 25,00% dei partecipanti riportava problemi di insonnia di gravità media, . Il 69,23% ha dichiarato di avere problemi di sonno, il 61,54% problemi nel ricordare le cose, il 23,08% di soffrire di vampate, il 61,54% di irritabilità, il 61,54% si sente affaticato e il 61,54% ha problemi neuromuscolari.

Al termine degli 8 incontri di training autogeno, alla rivalutazione, il 37,50% ha riportato un miglioramento nei punteggi di ansia e il 25,00% in quelli di depressione. Per il 25,00% e il 37,50% la condizione rimane stabile, rispettivamente per ansia e depressione, mentre per il 37,50% si registra un peggioramento del tono psicologico.


Bibliografia

  • Bjelland I, Dahl AA, Haug TT, Neckelmann D (2002) The validity of the Hospital Anxiety and Depression Scale. An update literature review. Journal of Psychosomatic Research 52, 69-77.
  • Morin CM (1993) Insomnia: psychological assestment and management. New York: The Guilford Press